Oltre alla produzione tipica e alla buona tavola, la Sagra del carciofo di Riotorno, offre l’occasione per apprezzare e conoscere più da vicino aspetti caratteristici del patrimonio storico e culturale, al quale in ogni edizione vengono dedicate interessanti iniziative collaterali. Quest’anno, ad esempio, saranno allestite una mostra fotografica dal titolo La caccia al cinghiale sulle colline riotortesi, con le immagini di Davide Bedini ed una mostra fotografica con proiezione di video a cura dell’Associazione Trekking Riotorto.
L’attrattiva principale resta comunque il servizio ristorante, che si conferma come uno degli appuntamenti più apprezzati tra le molteplici manifestazioni enogastronomiche e folkloristiche che fioriscono in questo periodo dell’anno tra la Costa degli Etruschi e la Maremma toscana. Oltre ai prodotti tipici dell’agricoltura, serviti con vini (doc) esclusivamente della Val di Cornia, si potranno gustare formaggi, carni di allevamento locale (pollo, manzo, maiale) e cacciagione (cinghiale) cotti alla griglia con il carbone proveniente dai boschi di Sassetta.
19 aprile – 4 maggio
39° SAGRA DEL CARCIOFO
Riotorto – La Pinetina
Chiuso 21-22/28-29 aprile
Servizio Ristorante - orario di apertura: feriali ore 19 - festivi ore 12 e ore 19
Gioielli, libri, tappeti, quadri, stampe, ma anche restauro di immobili (che subito dopo finiscono nel mercato delle case in vendita del settore lusso) e affreschi, artigianato e opere d’ingegno. Ogni prima domenica del mese (e sabato precedente) sono più di 20.000, con punte di oltre 30.000, gli appassionati (e i semplici curiosi) che visitano la Fiera Antiquaria di Arezzo.
L’ente fieristico costituito in associazione ha allestito anche un portale (arezzofieraantiquaria.com), vetrina virtuale di un evento che ormai è istituzione dal 1968, anno in cui il genio dell’antiquario e collezionista Ivan Bruschi ha aperto Piazza Grande alla moltitudine dei banchi d’esposizione dei commercianti e degli artigiani, che accolgono i turisti e i compratori nelle Logge disegnate dal Vasari, sotto lo sguardo austero della Pieve romanica.